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Dressage

20 gen

BIBLIOGRAFIA

Cherry Hill: MAKING NOT BREAKING 

Barry Marshall : DRESSAGE FROM ALL ANGLES

Jec Aristotle Ballou : 101 DRESSAGE EXERCISES FOR HORSE AND RIDER

Ingrid and Reiner Klimke : THE NEW BASIC TRAINING OF THE YOUNG HORSE

General Decarpentry : EQUITACION ACADEMICA

British Horse Society : MANUALE DI EQUITAZIONE

Kurd Albrecht Von Ziegner : ELEMENTS OF DRESSAGE – A Guide for Training the Young Horse

Dr. Gerd Heuschmann: TUG OF WAR: CLASSICAL VERSUS “MODERN” DRESSAGE

Philippe Karl : UNA CERTA IDEA DI DRESSAGE – ODINE A SAUMUR

Nuno Oliveira : GIOVANI CAVALLI GIOVANI CAVALIERI

Nuno Oliveira : RIFLESSIONI SULL’ARTE EQUESTRE

Nuno Oliveira : Proposte e ricordi di un vecchio ècuyer portoghese

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LAVORO DI BASE

1. RILASSAMENTO

2. REGOLARITA’

3. LIBERTA’

4. CONTATTO

5. NEGLI AIUTI (assetto, gambe, mani)

6. DIRITTO

7. BILANCIATO – lateralmente e longitudinalmente

8. DURCHLASSIGKEIT ( = FLESSIBILITA’)

9. IMPULSO

10. RACCOLTO

Questo schema va seguito sia nell’addestramento del puledro, sia nel lavoro quotidiano.

“Cavalcare alle lettere”: in H; K; F; M fare delle mezze fermate per verificare l’equilibrio, la flessibilità e l’impulso.

Eseguire correttamente gli angoli: 1/4 di volta di 6 metri, che è il cerchio più piccolo che un cavallo possa fare rimanendo su una sola pista.

Lavorare prima al passo, poi al trotto ed infine al galoppo in salita e in discesa.

La cessione alla gamba al passo è l’esercizio migliore per il cavaliere per capire il momento esatto in cui chiedere qualcosa al cavallo.

TRANSIZIONI: è importante chiederle al momento giusto. Le gambe del cavaliere cooperano con le zampe posteriori del cavallo: gamba destra – posteriore destro; gamba sinistra – post. sx. Il comando della gamba deve avverire appena prima che il posteriore interessato tocchi terra: così il cavallo risponde immediatamente e la transizione è fluida. Dal PASSO (andatura a 4 tempi) al GALOPPO: mezza fermata – posizione per il galoppo e aspettare che il posteriore interno abbia il peso. Dal GALOPPO al PASSO: mezza fermata – al secondo tempo del galoppo, quando il diagonale sta per toccare il suolo, chidere la transizione. Così pure nella transizione GALOPPO – TROTTO. Dal TROTTO al GALOPPO SX: nel momento in cui siamo sul diagonale posteriore interno-anteriore esterno diamo il comando per partire al galoppo con il posteriore destro (primo tempo del galoppo sx). Questa transizione è più facile in circolo.

Per imparare i cambi di galoppo in aria, il cavallo deve prima saper fare i cambi semplici (al passo) in linea retta, senza sbilanciarsi.

Salto Ostacoli

20 gen

BIBLIOGRAFIA

British Horse Society : MANUALE DI EQUITAZIONE

Michel Robert : SEGRETI E METODO DI UN GRANDE CAMPIONE

Linda L. Allen : 101 JUMPING EXERCISES FOE HORSE & RIDER

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Durante l’avvicinamento al salto, il cavallo allunga l’incollatura e la testa in avanti, e poi solleva l’anteriore. Nella fase di stacco da terra e nel punto centrale della parabola, il cavallo deve essere rotondo, con il dorso non incavato, ossia deve basculare. Nella fase discendente, invece, la testa e il collo si alzano leggermente e un anteriore dopo l’altro tocca terra, prima dei posteriori.

Per saltare il cavallo necessita di un adeguato addestramento composto da lavoro in piano, lavoro in campagna, soprattutto sui dislivelli, ed esercizi sul salto. Si comincerà con ostacoli molto semplici per far sì che il cavallo acquisti capacità e fiducia gradatamente. Nelle prime fasi della doma, lo si può lavorare alla corda o libero in tondino su delle barriere e dei piccoli salti al trotto. In seguito, quando il cavallo sarà pronto, lo si può montare su delle barriere al trotto, passando poi a dei piccoli salti.

Si deve sempre ricordare che per il cavallo saltare deve essere un divertimento! Pertanto non gli si deve mai chiedere troppo e le lezioni devono essere brevi.

IL LAVORO ALLA CORDA: Serve per indurre il cavallo ad abbassare la testa, ad arrotondare il dorso e a flettere la articolazioni. Si inizia con una barrire a terra portando il cavallo a mano. Poi, quando è tranquillo, lo si lavora alla corda al passo e al trotto in circolo, vicino alla barriera a terra, ed infine lo si fa passare sopra alla barriera. Bisogna sempre ricordarsi di far arrivare il cavallo il più perperdicolarmente possibile sulla barriera, in modo che non sia incoraggiato a scartarla. Inoltre, bisogna lasciargli la possibilità di abbassare la testa ed eseguire lo stesso esercizio ad entrambe le mani. Infine, si potranno aggiungere più barriere, in linea o in circolo, a circa 1.20 – 1.30 m l’una dall’altra. Quando il cavallo avrà imparato a passare sulle barriere a terra al trotto mantenendo il ritmo, si potrà iniziare il lavoro sui cavalletti con lo stesso processo impiegato per le barriere a terra, prima con il cavallo a mano ed infine con tutta una serie di piccoli ostacoli. Gli scopi principali del lavoro alla corda sono: sciogliere meglio quei cavalli che si irrigidiscono contro il peso del cavaliere; osservare la correttezza delle varie andature; favorire la riunione al trotto e al galoppo, diminuendo gradualmente il diametro dei circoli, ma senza far perdere al cavallo il ritmo o senza fargli bloccare il movimento del dorso, chiedendogli sempre molto impulso, per poi aumentare il diametro dei circoli mantenendo la riunione; facilitare la distensione al trotto, mettendo il cavallo al trotto riunito in circolo e poi facendolo andare in linea retta per alcune falcate allungandone l’ampiezza, per poi ritornare in circolo, in un punto diverso, al trotto di lavoro (come per il trotto medio).

SALTO IN LIBERTA’: Il cavallo viene portato a mano nell’anello (18 x 42-44 m; pista di 3 m) per un paio di volte. Quindi viene lasciato libero. Quando è tranquillo e rilassato al trotto, si può inserire il primo ostacolo, cominciando a mettere le barriere a terra e alzandole molto gradualmente, sistemando una barriera a terra poco dopo l’angolo, a circa 3 m dall’ostacolo, o 5.50-6 m per rallentare il cavallo se si precipita. Il cavallo verrà fermato sempre sulla curva antecedente l’ostacolo,dove poi sarà liberato a scelta dell’accompagnatore all’inizio o alla fine della curva e comunque all’altezza della barriera a terra. In uno stadio successivo si potranno impiegare degli ostacoli multipli, di cui il primo sarà formato da una tavola con barriera a terra di 40 cm circa.Verrà poi posizionato il secondo ostacolo alla distanza di 7 m dal primo che sarà costituito da due tavole alto circa 80 cm con barriera a terra.Verrà poi posizionato alla distanza di 7,20 – 7,30 m il terzo ostacolo, che inizialmente sarà un diritto formato da 2 tavole più barriera alto 1 m; poi, sarà un largo di 1 x 0,80 m di larghezza e 1,10 m di altezza in uscita; quindi, un diritto di 3 tavole più barriera alto 1,20 m; infine, un largo (triplice) con in uscita il terzo elemento largo 1,30 m per 1,25 di altezza.Il cavallo va ricompensato spesso.
Il cavallo, nell’esecuzione degli esercizi di avvicinamento e salto, deve evidenziare una generale serenità, scioltezza ed equilibrio. Deve inoltre palesare un corretto stile di salto nel quale stile e forza si fondono descrivendo una parabola rotonda e centrata rispetto all’ostacolo, dove la battuta e la ricezione devono idealmente trovarsi equidistanti dal centro dell’ostacolo. La parabola deve essere così disegnata: gli arti raccolti sotto la massa con le ginocchia che si alzano, il garrese sale a posizionarsi nel punto più alto così come l’incollatura si deve distendere ed abbassare per favorire il passaggio dei posteriori descrivendo un arco di cerchio che si sovrappone armonicamente all’ostacolo.

ISTRUZIONE AL SALTO

BARRIERE A TERRA :Nel lavoro sulle barriere a terra è importante che il dorso del cavallo possa muoversi liberamente, pertanto va montato al trotto sollevato. Si inizia con una barriera singola barriera e poi si aggiungono le altre. La distanza tra una barriera e l’altra deve adattarsi esattamente alla falcata del cavallo. Mediamente, le distanza ottimali sono di 1 metro per le barriere fatte al passo, e di 1,3-1,4 m al trotto. Cavalli molto grandi necessitano di barriere un po’ più distanziate ( circa 1,5 m), mentre per i pony è meglio ridurre a circa 1,2 m. Inoltre, le distanze devono essere adattate al tipo di terreno: quello pesante richiede una distanza maggiore; quello compatto ne richiede una maggiore.

BARRIERE DI INVITO: La barriera a terra prima di un piccolo ostacolo va sistemata a 2,6-2,9 m, mentre se alziamo l’ostacolo la spostiamo a 3 m per un dentro-fuori, o a 6 m facendo un tempo di galoppo.

COMBINAZIONI: Mettere una barriera di invito davanti a un piccolo verticale, seguito da un altro ostacolo ad un tempo (3,6 m), e un altro ancora a 2 tempi (8,2 m). Le distanze che più si addicono alla maggior parte dei cavalli sono i multipli di 2,70-3,30 m per ostacoli alti fino a 1 metro.

All’inizio, l’avvicinamento all’ostacolo (fino ad 1 metro) va fatto al trotto e si lascia galoppare il cavallo dopo l’ostacolo. Al trotto il cavallo è più bilanciato e la minore velocità lo invita a basculare. Al galoppo il cavallo supera gli ostacoli molto bassi nelle sue falcate e tende ad appiattirsi senza basculare.

In passeggiata è bene saltare piccoli fossi, siepi, tronchi, ecc..

SALTO DELLA RIVIERA: Per prima cosa il cavallo non deve avere paura dell’acqua, per cui deve abituarsi a passare nelle pozzanghere e a saltare dei piccoli fossi o rigagnoli, possibilmente dietro a un cavallo più esperto. All’inizio, la riviera non dovrà superare i 3 metri di larghezza, ed è consigliabile mettervi al centro una barriera a 90 cm circa, per invitarlo a sollevarsi nel salto ed evitare che entri nell’acqua scavalcando semplicemente la siepe di invito. Il cavaliere deve portare il cavallo sulla riviera con una maggiore velocità e deve cercare di farlo battere il più vicino possibile all’acqua.

Mantenere sempre il cavallo in equilibrio e nel ritmo, con delle mezze-fermate e riunendolo. Cercare di evitare a tutti i costi che il cavallo rifiuti, rendendo l’ostacolo il più invitante possibile, e in caso di rifiuto abbassare l’ostacolo prima di ritentare. Se un cavallo si precipita contro l’ostacolo, per correggerlo farlo saltare spesso dei piccoli ostacoli singoli, evitando gli ostacoli in successione. Dopo ogni salto, tranquillizzare completamente il cavallo prima di riportarlo suul’ostacolo successivo. Il cavaliere deve mettere il cavallo in volta davanti all’ostacolo finchè non ritrova il ritmo giusto, e solo allora lo indirizza sul salto. Prima dell’ostacolo si possono porre delle barriere a terra da fare al trotto, meno la prima, che è meglio superare al passo. Infine, si affronta l’ostacolo con un avvicinamento breve e partendo da un circolo. E’ molto importante che il cavallo ritrovi il suo equilibrio dopo l’ostacolo il più presto possibile e non prenda la fuga. Se non bastano la voce e le mezze-fermate per riprenderlo in mano, si mette una barriera a terra a 6,5 o a 9,5 m dopo l’ostacolo. I cavalli che si staccano sul salto troppo sotto all’ostacolo, mancano di azione e/o di fiducia, e vanno corretti dandogli impulso. E’ anche bene sistemare una barriera di invito a circa 30 cm dalla base dell’ostacolo.